sabato 12 maggio 2007

Ma cosa significano questi nomi???

Ecco una spiegazione dei nuovi servizi che presto rivoluzioneranno il sistema delle telecomunicazioni...

VoIp

Voice over IP (Voce tramite protocollo Internet), acronimo VoIP, è una tecnologia che rende possibile effettuare una conversazione telefonica sfruttando una connessione Internet o un'altra rete dedicata che utilizza il protocollo IP, anziché passare attraverso la rete telefonica tradizionale. Ciò consente di eliminare le relative centrali di commutazione e di economizzare sulla larghezza di banda occupata. Vengono instradati sulla rete pacchetti di dati contenenti le informazioni vocali, codificati in forma digitale, e ciò solo nel momento in cui è necessario, cioè quando uno degli utenti collegati sta parlando.
Fra gli altri vantaggi rispetto alla telefonia tradizionale si annoverano:

- minore costo per chiamata, specialmente su lunghe distanze;
- minori costi delle infrastrutture: quando si è resa disponibile una rete IP nessun'altra infrastruttura è richiesta;
- nuove funzionalità avanzate;
- l'implementazione di future opzioni non richiederà la sostituzione dell'hardware.

Le conversazioni VoIP non devono necessariamente viaggiare su Internet, ma possono anche usare come mezzo trasmissivo una qualsiasi rete privata basata sul protocollo IP, per esempio una LAN all'interno di un edificio o di un gruppo di edifici. I protocolli usati per codificare e trasmettere le conversazioni VoIP sono solitamente denominati Voice over IP protocols.

Uso di VoIP da parte dei grandi gruppi e delle compagnie telefoniche:
A tutt'oggi le installazioni di reti VoIP in edifici terziari ed abitazioni civili sono poche, mentre le grandi corporation utilizzano sempre più spesso la telefonia IP, realizzando reti telefoniche dedicate per collegare fra di loro le proprie sedi, previa conversione a valle delle stazioni di commutazione dei normali segnali analogici in entrata in pacchetti IP, e viceversa per le comunicazioni in uscita. In questo modo, di fatto, realizzano una rete digitale interna al gruppo, che si presta molto bene ad essere modificata ed adattata per fornire i più disparati tipi di servizi.
Ciò si basa anche su una tecnologia emergente, denominata data abstraction, mediante la quale dall'analisi dei dati trasmessi su una linea, è possibile dedurre le caratteristiche del dispositivo che ha stabilito la comunicazione (ad esempio il tipo di display, i pulsanti di comando, ecc.) e di configurare i servizi messi a disposizione in funzione di queste caratteristiche. I centri di assistenza telefonica delle grandi compagnie spesso usano la telefonia IP proprio per sfruttare le possibilità offerte da questa nuova tecnologia.
Un altro vantaggio deriva dal poter unificare la tipologia di connessione e di utilizzare in modo ottimale la larghezza di banda disponibile. VoIP inoltre è correntemente usato negli USA per instradare traffico da e per telefoni dalla rete nazionale PSTN (Public Switched Telephone Network).
VoIP è anche largamente utilizzato dalle compagnie telefoniche, specialmente nei collegamenti internazionali. Per gli utenti questo utilizzo è completamente trasparente, nel senso che non si accorgono che le loro chiamate sono instradate su una rete IP anziché passare attraverso le normali centrali di commutazione. Telecom Italia, per esempio, instrada su IP una percentuale significativa delle telefonate interurbane fra Milano e Roma (circa il 60%, dato del 2005). Le stesse compagnie utilizzano VoIP per abbattere i costi delle proprie chiamate interne, instradate attraverso la rete dati che collega gli uffici e le sedi interne. Inoltre riducono i costi delle chiamate verso l'esterno trasportandole, via rete, fino al punto più vicino alla centrale di commutazione.
Alcune compagnie offrono un gateway (letteralmente via d'uscita) per connettere una rete VoIP alla normale rete commutata. Se si compone un normale numero telefonico, la chiamata viene instradata attraverso la connessione internet alla compagnia che gestisce il gateway, che provvederà ad effettuare il normale addebito del relativo costo. A volte le compagnie telefoniche sono anche proprietarie dirette del gateway, ed in questo modo realizzano un ulteriore risparmio.

Protezione delle chiamate vocali contro le intercettazioni:
Il VoIP può offrire un significativo vantaggio per la tutela della privacy. Infatti in molte implementazioni VoIP il traffico vocale viaggia direttamente tra i terminali dei due utenti, e non attraversa una struttura di centrali di commutazione, su cui si ha la possibilità di installare un sistema di intercettazione. Tuttavia questo non è sempre vero, talvolta per motivi tecnici e altre volte per le pressioni degli organi di polizia sui gestori di sistemi VoIP perché permettano l'intercettazione delle chiamata VoIP.
Inoltre, utilizzando una connessione via Internet è possibile adottare una comunicazione sicura, con crittografia a chiave asimmetrica e firma digitale, che impediscono a terzi di intercettare la conversazione e manipolarla (a meno che siano in possesso di una grande potenza di calcolo).
Problemi aperti:
Le reti IP non dispongono di per sé di alcun meccanismo in grado di garantire che i pacchetti di dati vengano ricevuti nello stesso ordine in cui vengono trasmessi, né alcuna garanzia relativa in generale alla qualità di servizio. Le attuali applicazioni nel mondo reale della telefonia VoIP si trovano a dover affrontare problematiche legate a problemi di latenza (sostanzialmente si deve ridurre il tempo di transito e di elaborazione dei dati durante le conversazioni) e di integrità dei dati (prevenire perdite e danneggiamenti delle informazioni contenute nei pacchetti).
Il problema di fondo della tecnologia VoIP è la corretta ricostruzione dei pacchetti di dati ricevuti, tenuto conto del fatto che durante la trasmissione può cambiare la sequenza dei pacchetti e che alcuni pacchetti possono aver subito perdite o danneggiamenti delle informazioni contenute, e assicurare così che lo stream audio (flusso audio) mantenga la corretta coerenza temporale. Altro importante problema è mantenere il tempo di latenza dei pacchetti sufficientemente basso, in modo che l'utente non debba aspettare troppo tempo prima di ricevere le risposte durante le conversazione.
L'utilizzo del VoIP consente una tariffazione delle chiamate che è indipendente dalla durata (tariffa Internet flat) e, se il destinatario è un computer, dal luogo chiamato (locale o internazionale). Costituisce, dunque, un consistente risparmio per le utenze e per le stesse compagnie telefoniche quando devono impegnare (e pagare) reti proprietarie di altri gestori.


Wi-Max:

WiMAX, acronimo di Worldwide Interoperability for Microwave Access, è una tecnologia che consente l'accesso a reti di telecomunicazioni a banda larga e senza fili (BWA - Broadband Wireless Access).
L'acronimo è stato definito da WiMAX Forum, consorzio formato da più di 300 aziende, il cui scopo è sviluppare, supervisionare, promuovere e testare la interoperabilità di sistemi basati sullo standard IEEE 802.16, conosciuto anche come WirelessMAN (wireless metropolitan area network). Il WiMAX Forum si è formato nel Giugno 2001.


Wi-fi:

Wi-Fi, abbreviazione di Wireless Fidelity, è il nome commerciale delle reti locali senza fili (WLAN) basate sulle specifiche IEEE 802.11.
Un dispositivo, anche se conforme a queste specifiche, non può utilizzare il logo ufficiale Wi-Fi se non ha superato le procedure di certificazione stabilite dal consorzio Wi-Fi Alliance (Wireless Ethernet Compatibility Alliance), che testa e certifica la compatibilità dei componenti wireless con gli standard 802.11x (della famiglia 802.11).
La presenza del marchio Wi-Fi su di un dispositivo dovrebbe quindi garantirne l'interoperabilità con gli altri dispositivi certificati, anche se prodotti da aziende differenti.

Caratteristiche tecniche:

Architettura:
Le reti Wi-Fi sono infrastrutture relativamente economiche e di veloce attivazione e permettono di realizzare sistemi flessibili per la trasmissione di dati usando frequenze radio, estendendo o collegando reti esistenti ovvero creandone di nuove.
L'architettura internet è del tutto simile ai tradizionali ISP che forniscono un punto di accesso(il PoP) agli utenti che si collegano da remoto.
La fonte di connettività a banda larga può essere via cavo (ADSL o HDSL), oppure via satellite. Oggi esistono connessioni a internet satellitari bidirezionali, che consentono alte velocità di trasferimento dei dati sia in download che in upload. La trasmissione satellitare ha tempi di latenza di gran lunga maggiori di una normale connessione ADSL, pertanto sarebbe errato parlare di "ADSL satellitare" (il tempo di attesa perché inizi l'invio dei pacchetti, detto tempo di latenza, è dell'ordine di 1-2 secondi, a fronte dei pochi centesimi di secondo necessari per iniziare il download di un file o di una pagina web).
A partire dalla fonte di banda, si può espandere la rete attraverso la tecnologia Wi-Fi. L'installazione delle antenne è semplice. Si tratta di antenne piccole: normalmente sono scatolotti larghi circa 20cm e spessi qualche centimetro, ma possono essere anche più piccole.

Tipo di copertura:
Le coperture di queste antenne sono fondamentalmente di due tipi: omnidirezionali e direttive.
Le antenne omnidirezionali vengono utilizzate di norma per distribuire la connettività all'interno di uffici, o comunque in zone private e relativamente piccole. Oppure, con raggi d'azione più grandi, si possono coprire aree pubbliche (come aeroporti, centri commerciali, ecc.).
Con le antenne direttive è invece possibile coprire grandi distanze, definibili in termini di chilometri, e sono utili proprio per portare la banda larga nei territori scoperti dalla rete cablata. In questo caso, è possibile aggregare più reti in un'unica grande rete, portando la banda in zone altrimenti scollegate.
Le antenne wi-fi generalmente sono parabole poste sui tralicci della corrente elettrica e dietro i campanili (che tipicamente sono i punti più alti nel paesaggio nazionale). Ciò evita un onere elevato per la costruzione di torrette dedicate. Le antenne delle singole case sono poste sui tetti. È importante porre in alto i trasmettitori perché in assenza di barriere in linea d'aria il segnale dell'access point copre distanze di gran lunga maggiori. Le antenne direttive che amplificano il segnale dell'access point, a parità di distanza in cui è ricevibile il segnale, sono utilizzabili da più utenze se poste in alto.
Con un access point è possibile coprire con banda larga fino a una distanza di 300 metri teorici (uso domestico) se non vi è alcuna barriera in linea d'aria. In presenza di muri, alberi o altre barriere il segnale decade a 150 metri. Tuttavia, con 2-3 antenne direzionali dal costo ancora inferiore la copertura dell'access point sale a 1 km. Il segnale delle antenne direzionali, diversamente da quello dell'access point, è sufficientemente potente (in termini di Watt di potenza trasmissiva) da mantenere lo stesso raggio di copertura di 1 km, inalterato anche in presenza di barriere in linea d'aria.
Una buona rete è capillare (molti access point, antenne che ripetono il segnale) ed è standardizzata. Conta meno lo standard wireless utilizzato (l'evoluzione della tecnologia, col superamento dello standard e mancata interoperabilità con le nuove reti, è un fattore messo in conto nella progettazione delle reti).

Protocolli:
Alcune reti si affidano al protocollo OLSR oppure a OSPF, come il network Wireless Leiden. La maggior parte utilizza software open-source, o pubblica il suo set-up di configurazione sotto licenza open source (come GPL o Creative Commons, di recente riconosciuta da apposita legge in sede UE).
Il protocollo HiperLan lavora su frequenze di 2.4 gigahertz e 5.4 gigahertz (nel caso di HiperLan 2), utilizza un software diverso come protocollo e copre un raggio di 2-3 km dall'antenna con potenze d'emissione dell'ordine dei decimi di watt (come quelle dell'antenna di un telefonino). Esistono antenne che lavorano su frequenze del wi-fi e di HiperLan, aumentando in questo modo la copertura. Con una serie di rilanci successivi che mettono in serie un certo numero di antenne HiperLan si coprono fino a 20 km teorici e 11 effettivi.

Diffusione:
Localizzazione degli access point
Accessi wi-fi sono disponibili in aeroporti, stazioni ferroviarie, internet cafè sparsi per il mondo. In Europa è diffusa la rete dei "Totem Freestation".
Esistono anche città, gruppi o singoli individui che hanno costruito reti wi-fi adottando un regolamento comune per garantirne l'interoperabilità (http://www.freenetworks.org/peering.html).
Nella wireless community network è disponibile un elenco mondiale delle reti wi-fi.
E' infine in via di rapida espansione l'iniziativa FON, che punta a costituire una grande community wi-fi mondiale consentendo l'accesso ad internet sia ai membri della stessa community (quando si trovano in viaggio), che ad utenti occasionali, dietro pagamento di un corrispettivo minimo.

Il Wi-Fi e le reti civiche italiane:
Negli ultimi anni, alcune province e amministrazioni comunali hanno avviato progetti per la realizzazione di reti civiche con tecnologia Wi-Fi. Tipicamente le reti realizzate sono di proprietà pubblica, mentre la loro gestione è affidata ad un concessionario privato.
Le reti collegano le pubbliche amministrazioni del territorio locale e forniscono un accesso diffuso alla banda larga in quelle zone in cui gli operatori nazionali non intendono investire per via degli alti costi (es. territori montuosi).

Vantaggi e svantaggi del wi-fi:

Vantaggi:
Molte reti riescono a fornire la cifratura dei dati e il roaming potendosi spostare dalla copertura di un access point ad un altro senza una caduta della connessione internet, al di fuori del raggio di azione che delimita un hot-spot.
Diversamente dal cellulare, l'esistenza di uno standard certificato garantisce l'interoperabilità fra apparecchio e rete anche all'estero, senza i costi della cablatura (essendo tecnologia wireless) per una più rapida e facile installazione ed espansione successiva della rete.
La presenza di parecchi produttori ha creato una notevole concorrenza abbassando di molto i prezzi iniziali di questa tecnologia.

Svantaggi:
Il tempo di latenza delle schede wi-fi è leggermente superiore a quelle basate su cavo con una latenza massima nell'ordine di 1-3 ms (per cui questo particolare è trascurabile, a differenza delle connessioni GPRS/UMTS che hanno latenze nell'ordine di 200-400 ms). Uno svantaggio delle connessioni wi-fi 802.11a/g può essere la stabilità del servizio, che per via di disturbi sul segnale talvolta può essere discontinua (il segnale può ad esempio essere disturbato da forni microonde nelle vicinanze che quando sono in funzione disturbano la frequenza operativa di 2,4-2,5 Ghz).

Wi-fi e riservatezza:
La maggior parte delle reti wi-fi non prevede alcuna protezione da un uso non autorizzato. Questo è dovuto al fatto che all'atto dell'acquisto le impostazioni di default non impongono all'utente l'utilizzo di nessun metodo di protezione (di conseguenza l'utente medio non le modifica o per ignoranza o per comodità). Questo ha portato al proliferare in zone urbane di un numero considerevole di reti private liberamente accessibili.
A volte accade di utilizzare reti altrui senza autorizzazione, se esse hanno un livello di segnale più forte della propria. Questo comporta problemi di sicurezza nel caso vengano trasmessi dati sensibili o personali (numeri di carte di credito, numeri telefonici, coordinate bancarie).
I metodi per evitare utilizzi non autorizzati sono nati di pari passo con lo sviluppo di nuove tecnologie e la "rottura" di algoritmi precedenti. Il primo sistema sviluppato è stato il WEP, Wired Equivalent Protocol che però soffre di problemi intrinsechi che lo rendono, di fatto, inutile. È possibile sopprimere la trasmissione dell'SSID di identificazione oppure limitare l'accesso a mac address ben definiti, però sono metodi facilmente aggirabili. Per sopperire ai problemi del WEP sono stati inventati il protocollo WPA ed il WPA2 che offrono livelli di sicurezza maggiori.
Per avere un livello di sicurezza maggiore è però necessario implementare sistemi di autenticazione ad un livello della pila ISO/OSI superiore. Essi possono essere l'autenticazione basata su radius server, la creazione di tunnel PPPoE o di VPN crittografate.
Ovviamente il miglior metodo di protezione rimane contenere la propagazione delle onde radio dove non necessarie. Questo si può attuare limitando via software la potenza di trasmissione, oppure utilizzando antenne con un lobo di radiazione indirizzato esclusivamente alle zone dove serve connettività.

Prospettive future del wi-fi:
Per i bassissimi costi della tecnologia, il wi-fi è la soluzione principale per il digital divide, che esclude numerosi cittadini dall'accesso alla banda larga.
Wi-fi è usato da anni in tutto il mondo per portare connettività veloce nelle zone isolate e nei piccoli centri. Negli USA (laddove l'UMTS si è rivelato un fallimento, che ha messo in luce l'esigenza di non intervenire solo sui protocolli e sul software, ma di un investimento ben più consistente per aggiornare un'infrastruttura ventennale obsoleta), si è sperimentata anche un'integrazione con la telefonia mobile dove il wi-fi dovrebbe sostituire le vecchie antenne GSM/GPRS/UMTS, con una nuova rete in grado di dare le velocità sperate e i servizi di videotelefonia.
Ci sono prospettive di integrare fonia fissa e mobile in un unico apparecchio che con lo stesso numero funzioni da fisso/cordless nel raggio di 300 metri da casa e oltre come un normale cellulare.
Grazie al wi-fi, anche i centri più piccoli hanno spesso possibilità di accesso veloce ad Internet, pur non essendo coperti da ADSL.
In molti sostengono che i dispositivi Wi-Fi sostituiranno i telefoni cellulari e le reti GSM. Nel futuro più prossimo, costituiscono ostacoli a questo fatto: l'impossibilità del roaming e delle opzioni di autenticazione (802.1x, SIM e RADIUS), la limitatezza dello spettro di frequenze disponibili e del raggio di azione del Wi-Fi.
Molti operatori iniziano a vendere dispositivi mobili per accedere a internet, che collegano schede wireless dei cellulari e ricevitori wi-fi per trarre benefici da entrambi i sistemi. Ci si attende che in futuro i sistemi wireless operino normalmente fra una pluralità di sistemi radio.Talvolta, il termine 4G è utilizzato per indicare wi-fi, a causa del fatto che la larghezza di banda e le prestazioni sono analoghe a quelle promesse dagli standard dei telefoni 3G.


Web Tv

La web TV è un servizio audiovisivo che permette di vedere canali TV sul web. L'utente di una qualsiasi nazione può pertanto vedere canali televisivi italiani, europei e mondiali sul web grazie allo streaming.

La globalizzazione della Web Tv:
Grazie alla rete mondiale, le emittenti sono raggiungibili in tutto il mondo grazie a questo tipo di servizio. Una grande attenzione alla web tv è data dalle organizzazioni degli italiani all'estero, perché è l'unico sistema con cui le notizie locali possono raggiungere le varie comunità sparse nei cinque continenti.
Già nel 1999 il giornalista Domenico Serafini addittava nella Web Tv il sistema principale di collegamento tra le comunità italiofone, anche di seconda o terza generazione, con un collegamento costante con le regioni italiane maggiormente caratterizzate dalla fine ottocento agli anni '60 da una forte emigrazione.

I presupposti La diffusione delle connessioni a banda larga:
Per avere una buona visione della Web TV occorre avere una connessione a banda larga (ADSL o meglio con cavo a fibre ottiche).
In Italia la cablatura con fibre ottiche è praticamente una esclusiva della città di Milano e del suo immediato interland. Gli alti costi hanno bloccato sul nascere i progetti di espansione. Per contro la tecnologia Adsl che utilizza i normali cavi in rame della telefonia ha fatto enormi progressi e a buon diritto realizza ormai una rete capillarmente diffusa. Nel giro di pochi anni il numero degli utenti italiani che possono pertanto usufruire della banda è cresciuta in modo esponenziale.

Le web tv della Pubblica amministrazione:
Il legislatore italiano con legge 7 giugno 2000. ha previsto che le pubbliche amministrazioni si dotino di apposito ufficio stampa, con responsabili iscritti all'Ordine dei Giornalisti, con la possibilità di un dialogo diretto con i cittadini, anche senza la mediazione delle strutture tradizionali. I sistemi audiovisivi e quelli telematici sono posti sullo stesso piano della stampa tradizionale.
In virtù di questo è in grande sviluppo il numero delle istituzioni pubbliche che utilizzano come strumento la Web Tv, sia perché permette una comunicazione diretta, sia perché rispetto agli altri media, ha costi di impianto e di gestione molto più contenuti.
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno messo a disposizione un servizio di trasmissione in diretta di tutti i lavori parlamentari, accompagnate dal servizio di poter a domanda visionare tutte le sedute in archivio. Il sistema ha permesso di democraticizzare gli accessi, prima esclusiva dei giornalisti accreditati come Stampa Parlamentare.
Gradatamente il servizio si sta estendendo alle altre istituzioni pubbliche, a partire dalle Regioni. Il Formez, che è una associazione partecipata dal Dipartimento della Funzione Pubblica, dall'ANCI, dall'UPI, dall'UNCEM che opera sull'intero territorio nazionale, ma che ha conservato l'originaria attenzione alle aree del Mezzogiorno, ha un ruolo propulsivo, con la pubblicazione di una utilissima guida.

Le Web-Tv esclusivamente via Internet:
Un'accezione tuttavia molto usata di Web-Tv corrisponde ad una costruzione di una vera e propria televisione fruibile unicamente via Internet, e dunque non la mera ripetizione della programmazione via etere o satellite.
In questi casi il mezzo preponderante è il Personal Computer e l'interattività che si crea con lo spettatore che, diviene, utente: possibilità di creare un palinsesto personalizzato, eliminazione dei tempi morti, riproducibilità senza confini del contributo audiovisivo desiderato, interazione con storie e programmi molto più elevata delle semplici e classiche telefonate alle redazioni.
Il vantaggio principale è di poter usufruire su base veramente senza limiti geografici di una interconnessione estesa a tutto il globo, senza i limiti del numero dei canali, delle concessioni governative ed altro.

La Web-Tv come "piattaforma televisiva":
Una particolare attenzione alla Web TV potrà essere data dalla riforma in atto dei diritti di trasmettere gli spettacoli sportivi, in particolare il calcio, in cui gli operatori dovranno partecipare a gare di appalto suddivise per piattaforma televisiva, escludendo la possibilità di aggiudicarsi i diritti per più di una piattaforma.
Un particolare aspetto aveva assunto il fatto che siti cinesi avevano acquisito il diritto di trasmettere partite di calcio. Chi aveva acquistato i diritti televisivi aveva cercato di ostacolare la connessione ai siti cinesi.Ma il concetto che la Web Tv è, ormai, una piattaforma che ha pari dignità con le altre è stata ammessa anche dai responsabili delle altre piattaforme, che ipotizzano di "creare comunità virtuali sul Web. Tutti potranno proporre contenuti che poi verranno intrecciati con quelli delle tv analogiche."

Banda larga per tutti, la scommessa italiana per entrare nel mercato del futuro!

La banda larga è già una realta, ma in Italia la connessione veloce raggiunge ancora solamente i nuclei urbani.
Il resto del mondo corre e anche il Bel Paese si dovrà adeguare presto, se vorrà competere..
Il nostro paese è cresciuto molto rapidamente, però manca una regolamentazione che superi il passato e proietti l'Italia verso il futuro delle telecomunicazioni.
L'Italia può vantare una rete molto capillare, suo punto di forza, che però deve essere aggiornata, soprattutto per i servizi che non sono standard.

I servizi veicolati dalla banda larga saranno sia a favore dei consumatori, sia per le imprese.

Tra questi troviamo: Wi-Max, Wi-fi, VoIp, web tv...

lunedì 7 maggio 2007

Come si apre un blog in 10 semplici.....domande

La mania dei blog l'abbiamo importata, ma sia oltreoceano sia in Europa è nata ed è cresciuta in modo esplosivo. Il fatto è che di blog se ne aprono moltissimi, a volte, se ne aprono un po' troppi.. Non voglio scoraggiarvi, ma solo prepararvi. Il blog va manutenuto, oserei dire va accudito.. il vostro diario che poi vorrete aggiornare e che vi porterà via, comunque, un po' di tempo. Ma non sarà tempo sprecato.

Ed ora i 10 punti...

1) ma cos'è un blog?
Per aprire un blog, bisogna prima di tutto sapere cosa significa questo strano nomignolo. "Blog" è un neologismo e deriva - per contrazione - da weblog, o log in rete. I log sono dei file di testo che riportano fatti o eventi, sono in genere scritti dai computer in base a criteri cronologici e si potrebbero chiamare una sorta di "diari di bordo". Un weblog è quindi un log, cioè un diario, scritto su Web da una persona, e pubblicato in ordine cronologico: in altre parole, una specie di diario pubblico. Il blog è struttura (come il Web, d'altronde): i contenuti ce li dobbiamo mettere noi. Il blog è democratico, e consiste di vari strumenti (vedi punto 8) che ci consentono di costruire la "conversazione distribuita", ovvero l'insieme dei blog. La lingua, naturalmente, è un punto di aggregazione notevole, e, altrettanto ovviamente, l'inglese è la lingua franca. Ma in Italia siamo ben organizzati e, dopotutto, siamo un popolo di letterati quindi spazio all'italiano!

2) Cosa mi serve?
La democraticità dei blog è presente in ogni aspetto, e anche gli strumenti per aprirne uno sono molto essenziali: anzi, non serve praticamente niente, a parte, ovviamente, avere qualcosa da dire. In genere i blog si dividono in due grandi categorie tecniche: ospitati da un server pubblico oppure ospitati su un proprio server. Nel primo caso, più semplice, ci si rivolge ad un fornitore di servizi, il quale ci metterà a disposizione tutti gli strumenti per iniziare a pubblicare i nostri primi post. Ce ne sono oramai in tutti i principali gestori e portali, insieme ad alcuni nomi storici che offrono solo questo servizio, e lo fanno molto bene. Nel secondo caso, dedicato ad un'utenza più professionale, si usano altri strumenti che si installano su un nostro sito, che dovremo già avere. Ah, ovviamente il blog ha un proprio indirizzo Internet (es. www.mioblog.it) e un titolo (PizzaBlog!). In fondo alla mini guida c'è un'appendice con gli indirizzi dei principali siti che consentono di aprire e gestire un blog.

3) Non capisco tutti questi termini!
Ed ecco un mini glossario, non tecnico:- blog: abbiamo detto, da weblog, o diario in rete. - blogger: l'autore di un blog. In Italia anche blognauta, bloggatore, blogghista, e chi più ne ha più ne metta...- post: il singolo messaggio in un blog, con data e ora, ed eventualmente commenti e segnalazioni.- commento: i commenti al post- permalink: link al singolo post in modo che sarà possibile arrivarci anche successivamente, quando sarà "sparito" dalla homepage e archiviato ad un nuovo indirizzo. Quasi tutti i servizi blog offrono questa opzione, ed è molto importante per le citazioni.- trackback: serve a tenere traccia delle segnalazioni che altri blogger hanno fatto ad uno o più dei propri post. Il software si incarica automaticamente, se previsto dall'autore, di segnalare al software del blog che lo sta citando.- template: è lo scheletro, o la struttura del nostro blog. Serve come matrice per le pagine, e consente di personalizzarne l'aspetto grafico, stilistico e contenustico.- feed (RSS):il feed è un formato speciale (testuale) usato allo scopo di rendere leggibili i post di molti blogger (compreso il nostro) da un unico programma, senza passare per il blog stesso. - Html: non è bello non sapere cosa sia, comunque si tratta del linguaggio con cui sono fatte le pagine Web.

4) Cosa ci scrivo?
Il blog può descrivere sensazioni, emozioni, ma può anche essere una fonte di informazioni su un determinato argomento, oppure un modo per condividere opinioni con "vicini" di blog. Insomma, non c'é un argomento principale, l'importante è tenerlo aggiornato. Già perchè una grande percentuale di blog nasce e muore (ovvero, viene lasciato senza nuovi post) nel giro di poche settimane, perché spesso, superato l'interesse iniziale, sopravviene la noia e magari la delusione di vedere il nostro blog poco visitato. Non bisogna demordere, ci sono dei metodi per scrivere un blog non noioso. :-)

5) Non è imprudente mettersi "in piazza"?
Questa è una delle obiezioni che più mi sono state poste. Da una parte c'é chi sostiene che è meglio non scrivere di cose riguardanti la sfera privata, ma dall'altra invece alcuni ritengono che sono proprio i blog personali i più interessanti. C'è da dire che la maggior parte dei blog più seguiti ha optato per una via di mezzo, forse la scelta più sensata. In ogni caso, ci sono alcuni consigli sempre validi: ad esempio di fare attenzione quando si coinvolgono terze persone. Non tutti potrebbero essere "felici" dall'essere citati, magari in aspetti di vita privata, nel vostro blog che leggono solo in quattro o cinque...cento gatti! E non è molto carino neanche rivelare aspetti sentimentali o di amicizia che, in altre occasioni, non si sarebbero detti o si sarebbero ...dovuti dire a voce. Per sè stessi, attenzione al fatto che internet archivia tutto: rileggere quanto si è scritto è una buona regola valida anche per i blog, e talvolta non è possibile cancellare la memoria di "elefante" che è la rete.

6) Se nessuno mi legge?
Premesso che un blog è un tipo di attività che, tendenzialmente, si fa più per sè stessi che per gli altri (ricordate il punto 1: il blog è come un diario pubblico), bisogna distinguere i blog strutturati appositamente per informare dai blog personali che invece interessano una cerchia di persone ristretta. Naturalmente, l'argomento conta molto, ma non c'è una "classifica" definitiva. I blog più seguiti si occupano infatti di molti argomenti, che vanno dalle esperienze quotidiane, alla politica, dalla vita in famiglia ai resoconti culinari, e così via. L'importante è seguire un filo di pensiero, o raccontare un'emozione, e magari utilizzare qualche "segreto" del buon blogger. Eccone alcuni:- Scrivere in una forma letteraria corretta, senza indulgere troppo nel "colloquiale".- Scrivere per sè stessi e per gli altri, ma non solo per "essere letti".- Avere qualcosa da raccontare.- Commentare i post degli altri.- Rispondere agli eventuali commenti degli altri sui nostri.- Linkare quando si citano post o blog altrui (utilizzando i permalink)- Essere spontanei e non voler dimostrare per forza una tesi. - Utilizzare gli strumenti comunicativi adatti (vedi punto 8).

7) Esiste una casta di blogger?
Questa obiezione mi è stata posta spesso da chi già naviga e si è insospettito della presunta "casta" di nomi sempre uguali che ha trovato nei link. Non esiste una "casta" di intoccabili quanto esiste un insieme di blogger "della prima ora" che sono molto linkati. In ogni caso, i blog più letti in assoluto sono spesso dei giornalisti che, avendo la capacità di scrivere meglio, con argomenti spesso interessanti e con una buona dimestichezza col mezzo internet, catalizzano l'attenzione di molti internauti. Così come ci sono alcune forme di blog "cooperativi" che per loro stessa natura mischiano contributi diversi in un unicum più interessante. Ma non c'è nessun ostacolo al diffondersi di nuovi contributi nel "pianeta blog", anzi. E' una forma estremamente democratica ed orizzontale di comunicazione, quindi l'importante è scrivere con attenzione alla forma, al rispetto delle idee degli altri, ma senza rinunciare al confronto ed anche, perchè no? alla polemica che può risultare perfino attraente.

8) Ci sono i "motori di ricerca" oppure le "news" dei blogger?
Come per la maggior parte delle attività informatiche, anche per i blog ci sono strumenti che sono nati per fare diverse cose in modo automatico o in maniera più efficiente. Partiamo dal farsi conoscere. Spesso non serve inserire il proprio blog nei motori di ricerca. Infatti, i blog, essendo molto aggiornati, vi sono già presenti o si inseriscono da soli dopo poco tempo. Spesso, anzi, fanno fare, a chi li cura, un notevole balzo di popolarita': basta controllare e il gioco è fatto. Invece, si può segnalare il proprio blog alle liste (ragionate) di blog: le più popolari sono Yahoo! (http://www.yahoo.it/), Dmoz (http://www.dmoz.org/), la nostra Bloggando (bloggando.splinder.com) e alcune blog directory come Quinto Stato (http://www.quintostato.it/), Blogbar (http://www.blogbar.net/) e Blogitalia (http://www.blogitalia.it/). Detto ciò, gli strumenti più significativi per i blog riguardano la diffusione dei contenuti e le statistiche delle visite. I post possono essere infatti "diffusi" esattamente come se li pubblicassimo su un giornale. A tal proposito i due più importanti strumenti di diffusione sono i cosiddetti "feed RSS", e gli aggregatori. I feed sono essenzialmente dei formati usati allo scopo di rendere leggibili i post di molti blogger con un unico programma (mi perdonino i puristi!) dal quale si riesce a comporre così una sorta di "prima pagina" personalizzata di blog (o anche di altri diffusori di contenuti con feed). In genere l'opzione feed RSS deve essere messa a disposizione dal fornitore del servizio. Gli aggregatori, invece, sono esperimenti di "flusso semantico", cioe' di contenuti organizzati in forma ragionata, gestiti dai singoli blogger che "postano" i contenuti in apposite bacheche distribuite. I due aggregatori piu famosi sono United Blogzine of www (http://www.unitedblogzine.net/), una sorta di "carrello" di news, e Blog Aggregator (www.bookcafe.net/blog/aggregator), più sofisticato, entrambi gestiti da blogger. Gli aggregatori possono essere pubblicati sul proprio blog, consentendo quindi un'efficace distribuzione delle informazioni che "circolano" senza barriere. Generalmente, c'è un invito iniziale che i gestori di questi aggregatori fanno, per consentire ai blog più interessanti di postare.In fondo, nell'appendice ho inserito una lista degli strumenti più importanti che si utilizzano per la gestione dei blog.

9) Quali link devo mettere?
La risposta è "dipende": dal tipo di blog che stiamo aprendo. Non essendoci la "casta" di cui parlavamo prima, non c'è un gruppo di blog da linkare per forza. All'inizio linkeremo amici e conoscenti che sappiamo aver aperto un blog, e probabilmente, non sapendo bene quali blog linkare, si guarderà anche a quelli "vicini" per affinità, interessi, simpatia, o perchè no, tra i "famosi", come si diceva dall'inizio. Successivamente, presa confidenza col mondo dei blogger, si procederà a raffinare i link, si aggiungeranno immagini, strumenti, e magari si introdurranno nuove sezioni (se siamo possessori di un sito, o quando apriamo più di un blog). Tendenzialmente i link, e in generale anche la struttura (come ad es. il template) del nostro blog, dipenderanno dai nostri interessi, e col tempo amplieremo il nostro blog come si fa con un sito. Un buon strumento per gestire i propri link è Blogrolling. In ogni caso la maniera migliore per ampliare la nostra sezione di link è di ...visitare i link degli altri. Attenzione a non esagerare però!

10) Può contrapporsi alla mia attività professionale?
Assolutamente. Il blog serve a comunicare, quindi a meno che per la vostra attività professionale non debba esserci il segreto più assoluto, non c'è motivo di temere. Naturalmente, vale sempre la regola del buon senso: se scrivete un blog in orario d'ufficio, evitate almeno di parlar male del vostro capo! Piuttosto, non disperatevi se non trovate il tempo per aggiornare quotidianamente il blog: è normalissimo. Alcuni blogger più seguiti aggiornano il blog di continuo, ma non sentitevi inadeguati: semplicemente sono professionisti di internet che per lavoro o per hobby vivono in rete. Normalmente, la frequenza di aggiornamento è assolutamente variabile, e dipende da quanto avete da dire. Siamo sempre lì... :-)

Blog o sito web?

Creando questo blog mi sono chiesto quale sia la differenza rispetto ad un normale sito web e cercando un po' di informazioni a riguardo su google, sono arrivato a questa conclusione...

Il sito web è la vetrina istituzionale. L’azienda presenta il proprio assetto, la mission, i prodotti e servizi offerti e lo utilizza per fare la sua promozione online.

La comunicazione web, che era nata come un momento di interattività, si è fossilizzata diventando unidirezionale dal web verso l’utente.

Gli aggiornamenti del sito risultavano poco frequenti in quanto:

· erano necessarie conoscenze tecniche non comuni (HTML, trasferimento dei file con FTP ecc. ecc.)
· era assente la connettività always on (cioè una connessione permanente ad Internet - l’ADSL è una innovazione recente)
· i costi della connessione ad internet erano alti
· il tempo a disposizione sempre insufficiente per poterne dedicare al sito, data la sua importanza marginale.


La diffusione dell’ADSL a costi contenuti (sia in azienda che a casa) ha favorito l’uso della tecnologia RSS.
In pratica diventava possibile inviare contenuti ad una platea di utenti che avessero espresso il loro desiderio di riceverne con un abbonamento al feed.

L’utente che adesso è always on (cioè sempre connesso) riceve (quasi) in tempo reale il contenuto; leggerlo e collegarsi al sito per avere ulteriori informazioni oppure lasciare un suo commento o dare il suo contributo, non costa nulla.
Se a questo si aggiunge l’estrema facilità con cui si interagisce con i software per blog, diventa facile interagire con immediatezza, naturalezza e spontaneità da parte di tutti.


Il blog si distingue dal sito proprio per la sua comunicazione che tende alla conversazione informale.

Non sei solo tu (azienda o persona) a parlare di te stesso: l’obiettivo è interagire con gli utenti che vorranno ascoltare ciò che hai da dire e dare il loro contributo, creando una comunità.

Questa è la differenza tra sito e blog, e non è da poco perché:

· Il sito è una vetrina che può anche non cambiare di frequente

· Il blog crea una comunità e diventa un punto di riferimento su un argomento.


Se il blog non è aggiornato con una certa frequenza (che non può essere trimestrale o semestrale) muore (una conversazione è tale se le persone parlano tra di loro - il blogger deve rivestire il ruolo dell’animatore).
Il post di un blog che ti piace molto è come un piccolo regalo: ti aspetti di trovare una notizia interessante, una informazioni utile e quando hai letto il post sei soddisfatto vero ??
Questo deve essere il tuo obiettivo se pensi di creare un blog. E poi mettere nel conto il tempo che ci vorrà per aggiornarlo.

Queste sono le differenze da un punto di vista funzionale del blog rispetto al sito.

Poi ci sono quelle più tecniche legate al web marketing ed alle performance del blog rispetto al sito per quanto concerne la visibilità nei motori di ricerca - questo è altro discorso …